Alla riscoperta dei vecchi, sani valori ..


sa-vinnenna
Osservando con lucidità la mia esistenza,
passata e presente,
riconosco di avere avuto tante occasioni e persone da cui,
al di là del bene e del male,
ho potuto imparare.
Ad esempio, gli uomini che hanno lasciato traccia nella mia famiglia
sono sempre stati esempio concreto
di integrità morale, di affidabilità, di presenza concreta.
Per loro tenere fede alla parola data è sempre stato un imperativo interiore,
far parlare i fatti rispetto alle chiacchiere era norma e regola,
i valori erano qualcosa di intrinseco, connaturato, non una bandiera da sventolare
dietro alla quale c’era solo aria.
Non erano persone particolarmente affettive,
non dimostravano più di tanto i sentimenti,
ma si sentiva che tutto ciò che erano e facevano
era dettato dal cuore e dalla sostanza interiore.
Avevano vissuto la Guerra o la sua immediata fine.
Momento senza dubbio che fa piazza pulita non solo di oggetti,
ma anche e soprattutto del ‘superfluo’ interiore, o meglio, presunto tale.
Non mi auguro che oggi si debba arrivare a questo modo cruento per tornare
ai valori fondamentali di vita, alla fiducia, al rispetto della parola data,
all’esserci per il gusto di esserci,
ma auspico che in ogni caso, magari con modalità più ‘soft’,
si possa riscoprire questo modo autentico
di essere, di esserci, di comportarci.
Ne abbiamo disperatamente bisogno.
Noi,
e i giovani che costantemente ci osservano …

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Anche i numeri hanno un’Anima!


Acceso dibattito lo scorso 11 Marzo a Senigallia su crisi economica, valori, profitto, fattore umano

Anche i numeri hanno un’anima, anche gli investimenti vengono compiuti da persone, e, spesso, i risultati, a dispetto delle reali circostanze, vengono studiati e decisi a tavolino. E, come se non bastasse, la velocità con cui questo si verifica è inferiore ad uno schiocco di dita. Secondo questa prospettiva, la possibilità di prevedibilità degli effetti si riduce quasi allo zero.

Questa, in estrema sintesi, la tesi di una grande esperto nazionale di finanza comportamentale, Sergio Romano, che, molto onestamente, ha illustrato i meccanismi che aleggiano dietro il lavoro del consulente finanziario. E, come se non bastasse, ha rincarato la dose: il 70% delle decisioni in materia portano ad una perdita, ma questo di suo è irrilevante! Quindi, investitori, sappiatelo, e decidete di conseguenza. E soprattutto, bando al fai da te.

Molto provocatorio e dissacratorio l’intervento del professore rispetto al quale è stato pressoché inevitabile un susseguirsi di commenti accorati. Il quadro socioculturale, economico, politico che stiamo vivendo non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo, in particolare in quegli stati emergenti che stanno sempre più acquisendo voce in capitolo nel panorama mondiale, tratteggiato da Annamaria Fumaio, Advisor della Moldova, oltre che esperta di progettazione europea, la mancanza di adeguate informazioni in merito alle risorse disponibili, alla delega politica pressoché totale che gli elettori, intesi anche come investitori, effettuata nei confronti delle figure di spicco della scena politica in fieri da parte del Sindaco di Ostra Vetere (Ancona), oltre che Consigliere del Parlamento Europeo a Bruxelles, Massimo Bello.

La testimonianza accorata e sentita dell’ingegner Giacinto Cavalieri, presidente regionale della Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali, ma anche noto imprenditore nel settore delle telecomunicazioni che, a causa, a detta sua, di una politica ambientale errata perpetrata da persone non adeguatamente competenti in materia, ha introdotto una serie di vincoli e limiti così ristretti che ha condotto a chiudere l’unica azienda di telecomunicazioni sul territorio regionale, dopo oltre venti anni di attività, che dava lavoro ad 80 persone, oltre a 120 nell’intero indotto, paradossalmente con danni su diversi fronti, non solo economico, sociale, ma anche della salute, cosa che, nelle intenzioni, si pensava così di preservare.

Interessante anche la prospettiva di Remo Fiori, noto commercialista anconetano, ma anche Presidente per Ancona della Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, che dal suo osservatorio privilegiato ha tratteggiato una crisi economica molto nera da cui, a dispetto di quel che si tende a dire, non siamo affatto usciti e la cui conclusione non pare particolarmente imminente. Nonostante questo, l’ottimismo e la visione positiva di questa situazione quale occasione per recuperare alcuni valori, solidarietà, etica, e soprattutto predominio dell’economia reale, rispetto a quella studiata a tavolino, fatta sul lavoro concreto, sano, onesto, giorno dopo giorno, hanno rischiarato una situazione non certo facile da sostenere.

Su questo filone si sono inseriti anche i contributi di due docenti della Università Politecnica delle Marche, Danilo Scarponi e Marco Lilla, rispettivamente di Analisi di Bilancio ed Economia Politica. Dalla loro visione pare che qualcosa in termini di rinnovamento delle coscienze e delle relative azioni si stia muovendo: dalle tesi dei neolaureati su temi che vedono sempre più l’intrecciarsi dei numeri, con i valori e il fattore umano, ai Gruppi di Acquisto Solidali, che si stanno sempre più diffondendo anche nella nostra Regione.

Numerose anche le testimonianze dei bancari e dei promotori finanziari, Prisca Carletti, Giuseppe Del Gobbo, Catia Rastelli, Maurizio Franca, che hanno messo in luce come il rispetto del cliente, l’ascolto dei suoi bisogni, e la proposta di offerte in linea con le sue esigenze sia l’elemento primario da seguire.

Comune a tutti questi interventi, ed espressione stessa della serata, i cui relatori e ampia parte del pubblico è stata radunata tramite i cosiddetti ‘Social Network’, FaceBook e Linkedin in primis, è stata l’attenzione al fattore umano. Non solo occorre riportare al centro l’uomo in ogni contesto di vita, ivi compreso quello professionale, ed economico, ma disconoscere questo che di fatto resta il protagonista conduce non solo a distorsioni valoriali di fondo – e molta di questa crisi socioeconomica pare da attribuirsi proprio a questo – ma a vere e proprie perdite finanziarie.

Come disse in modo eloquente uno dei relatori: occorre leggere un po’ meno i giornali e vedere un po’ meno televisione e vivere, ascoltare, osservare, e quindi agire, di più nel mondo concreto, qui, ora. Perché, in caso contrario, si sarà sempre ‘in ritardo’, e ci si comporterà sulla base di qualcosa che ormai non c’è più. Sicuramente un’ottima illustrazione di una ‘Economia Zen’!

Prossimo appuntamento a Senigallia, 15 Aprile, alle 20.30.

Consigli per lavorare bene e ridurre lo stress


Consigli per lavorare bene e ridurre lo stress

Ad ogni periodo di attività

deve seguirne uno di riposo

Mao Tse-Tung

 

Alcuni suggerimenti che possono essere utili per vivere con serenità e armonia i momenti e i processi di lavoro:

  •  non assolutizzare il lavoro: la propria autorealizzazione si può raggiungere in diversi modi;
  • vivere il lavoro come mezzo e come fine per la sussistenza, l’autorealizzazione, il divertimento, la creazione, il ben-essere;
  • coltivare le relazioni personali anche in un ambiente professionale, oltre che nella sfera privata;
  • stabilire spazi e tempi, impedendo che il lavoro invada la dimensione intima e privata della vita;
  • prendersi delle pause per il riposo, la riflessione, il riordino delle idee;
  • dire di no, quando necessario;
  • imparare a scegliere: non sempre si può fare tutto quel che si vorrebbe;
  • stabilire delle priorità, evitando di farsi catturare dal senso di urgenza;
  • coltivare l’arte del delegare, abdicando alla convinzione illusoria di essere indispensabili;
  • coltivare dei valori, senza scadere nel dogmatismo;
  • aprirsi con fiducia all’altro, al diverso, senza pre-giudizi;
  • ascoltare, sé e l’altro, prima di parlare;
  • tenere in considerazione le sensazioni e le percezioni, oltre che i dati cognitivi, nelle scelte;
  • prendersi cura della propria persona, del corpo, della mente, dello spirito;
  •  cambiare spesso l’aria negli ambienti, per favorirne l’ossigenazione;
  • cercare di rendere confortevole, fisicamente ed emotivamente, il proprio ufficio;
  • introdurre piccoli cambiamenti nello svolgimento delle mansioni quotidiane, per allenarsi ad affrontare quelli più grandi;
  • non pretendere di avere ‘ragione’, ma considerare la propria opinione come una delle tante;
  • rispettare se stessi, chi sta intorno e l’ambiente in cui si lavora;
  • essere onesti, con se stessi e con gli altri.

 

Anna Fata

www.armoniabenessere.it 

Fonte: La Vita Professionale e la Pratica Meditativa, Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza, 2009