Semplicemente, dare …


nozze-anziani

Tempo fa conobbi una persona
piuttosto avanti con gli anni
che si dedicava con tutto se stesso al volontariato.
Faceva un’infinità di cose.
Gli manifestai la mia immensa ammirazione.
Lui mi rispose: “Un giorno potrei avere bisogno io e allora magari qualcuno a sua volta aiuterà me”.
Sentii un improvviso gelo avvolgermi ..

Beati coloro che danno al prossimo
senza aspettarsi nulla in cambio.
Nè oggi, nè domani, nè dopodomani, nè mai.
Neppure un grazie.
Neppure di essere accettati ..

Anna Fata

#ilcoachingolistico

(fonte immagine: http://www.studiolegalegassani.it/boom-nozze-miste-tanti-anziani-allaltare/)

Annunci

La perfezione di un genitore ..


genitore padre figlio

Ieri ho ascoltato la testimonianza di un genitore che mi ha colpita molto:
“Quando è arrivato nostro figlio, anche se voluto, dopo tanti anni,
non eravamo pronti, abbiamo sbagliato tutto”.
Ho sentito l’immane dolore di questa persona.

No,
non credo che un genitore sbagli,
soprattutto se agisce con buone intenzioni.
No,
non credo che un genitore
sia mai abbastanza pronto per questo ruolo.
Neppure dopo l’arrivo dell’ennesimo figlio.
Figuriamoci di fronte al primo.
No,
non credo che un figlio
non possa riuscire ad essere grato,
una volta adulto e auspicabilmente consapevole e comprensivo,
che tutto quello che è accaduto
é sempre stato per il suo meglio …

Anna Fata

#ilcoachingolistico

(fonte immagine: http://www.psicologhedifamiglia.it/…/consulenza-psicologic…/)

Consigli per lavorare bene e ridurre lo stress


Consigli per lavorare bene e ridurre lo stress

Ad ogni periodo di attività

deve seguirne uno di riposo

Mao Tse-Tung

 

Alcuni suggerimenti che possono essere utili per vivere con serenità e armonia i momenti e i processi di lavoro:

  •  non assolutizzare il lavoro: la propria autorealizzazione si può raggiungere in diversi modi;
  • vivere il lavoro come mezzo e come fine per la sussistenza, l’autorealizzazione, il divertimento, la creazione, il ben-essere;
  • coltivare le relazioni personali anche in un ambiente professionale, oltre che nella sfera privata;
  • stabilire spazi e tempi, impedendo che il lavoro invada la dimensione intima e privata della vita;
  • prendersi delle pause per il riposo, la riflessione, il riordino delle idee;
  • dire di no, quando necessario;
  • imparare a scegliere: non sempre si può fare tutto quel che si vorrebbe;
  • stabilire delle priorità, evitando di farsi catturare dal senso di urgenza;
  • coltivare l’arte del delegare, abdicando alla convinzione illusoria di essere indispensabili;
  • coltivare dei valori, senza scadere nel dogmatismo;
  • aprirsi con fiducia all’altro, al diverso, senza pre-giudizi;
  • ascoltare, sé e l’altro, prima di parlare;
  • tenere in considerazione le sensazioni e le percezioni, oltre che i dati cognitivi, nelle scelte;
  • prendersi cura della propria persona, del corpo, della mente, dello spirito;
  •  cambiare spesso l’aria negli ambienti, per favorirne l’ossigenazione;
  • cercare di rendere confortevole, fisicamente ed emotivamente, il proprio ufficio;
  • introdurre piccoli cambiamenti nello svolgimento delle mansioni quotidiane, per allenarsi ad affrontare quelli più grandi;
  • non pretendere di avere ‘ragione’, ma considerare la propria opinione come una delle tante;
  • rispettare se stessi, chi sta intorno e l’ambiente in cui si lavora;
  • essere onesti, con se stessi e con gli altri.

 

Anna Fata

www.armoniabenessere.it 

Fonte: La Vita Professionale e la Pratica Meditativa, Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza, 2009

Il ben-essere in azienda


Il ben-essere in azienda Elementi di teoria e di pratica per una migliore qualità della vita professionale

Che le aziende non siano solo un mero affare economico è ormai noto da tempo, che non si tratti esclusivamente di questioni di amministrazione, gestione, politica interna ed esterna è sempre più evidente, ma quali sono le condizioni che consentono ad una realtà produttiva di effettuare un salto di qualità verso un funzionamento più consapevole del suo essere articolato, complesso e, in ultima analisi, intrinsecamente umano?

Riportare l’individuo al centro, a prima vista, può sembrare un paradosso, laddove il lavoro di squadra, le sinergie sono indispensabili per raggiungere gli obiettivi in modo efficace, in tempi brevi. In realtà, ogni cosa, ogni situazione va costruita un po’ per volta, a partire dalle sue fondamenta, dalle sue singole cellule e l’elemento primo è il singolo essere, che con la sua essenza peculiare, unica, può apportare un contributo veramente significativo, espressione del suo essere solo dove c’è sinergia con se stesso e armonia con chi sta intorno.

Si comincia da se stessi, per arrivare agli altri, e poi tornare a sé, e ancora agli altri, in un circolo virtuoso che si autoalimenta costantemente. Questa è la filosofia che orienta i manager ‘illuminati’, i ‘visionari’, quelli che sanno guardare oltre la contingenza presente, che hanno dei sogni, che credono in essi, nella vita privata e ancor più in quella professionale, che si danno da fare per realizzarli e che coinvolgono chi li circonda in questi progetti. Questo è il senso del concetto di ben-essere in azienda.

Se per ben-essere si intende quel rapporto di armonia tra mente, corpo e spirito, che porta a vivere un senso di soddisfazione, di pienezza, e, in ultima istanza, di felicità, questo per analogia può essere esteso anche all’organismo azienda, che nasce non da una mera somma delle singole cellule, i singoli individui, ma anche e soprattutto dalle sinergie e dai legami che si instaurano tra loro.

L’equazione: persona che sta bene, felice, produttiva = azienda che sta bene, produttiva è eccessivamente semplicistica. Occorre rimettersi in gioco come persone, è indispensabile affiancare alle immancabili competenze tecniche, all’aggiornamento costante, all’esperienza sul campo, un bagaglio di vita, di passioni, di emozioni che arricchiscono l’uomo e la donna, che danno loro valore aggiunto che poi si esplica anche in azienda e nell’immagine che questa offre a tutti gli stakeholder. Ogni azienda è composta da persone e si rivolge a persone, non è da dimenticare.

L’azienda è in tutto e per tutto assimilabile ad un essere vivente: l’”organismo azienda” è composto dai singoli individui e dalle relazioni tra loro, che come un insieme gestaltico danno luogo ad una somma che è maggiore dell’insieme delle singole parti. Così come coltivare l’essere, prima ancora che il fare, di cui è la naturale espressione, è fondamentale per un individuo autentico, soddisfatto, realizzato, lo stesso si può dire di un’azienda, nutrire la sua essenza per dare vita a forme espressive, a prodotti e servizi in piena sintonia con i suoi principi e valori.

Laddove si riesce a creare una continuità, basata sull’essere, tra la vita privata e quella professionale, quando le persone si trovano nelle condizioni di poter mettere a frutto le proprie inclinazioni, i talenti, le potenzialità, l’essere si esprime fluidamente nel fare e dà luogo a performance di livelli assai elevati, soddisfacenti e automotivanti. Questo modello si può applicare ad ogni aspetto della vita aziendale, dalla creazione o ridefinizione dell’identità, alla comunicazione interna ed esterna, dalla costituzione delle squadre di lavoro, alla leadership di se stessi, dalla creatività, all’empatia, dall’ottimismo, all’etica. Vivere meglio con se stessi (e con gli altri) è possibile ed è molto più semplice di quanto si possa pensare. Mettersi in gioco, essere più autoconsapevoli, aperti, ricettivi, disponibili al cambiamento, sono le chiavi di volta.

Anna Fata

http://www.armoniabenessere.it