Investire soldi o sviluppare i talenti?


germogli

Spesso mi capita di sentire parlare di investimento,
specie in merito a tempo, soldi, energie
che si ripongono in se stessi, nel partner, o nei figli.

Considerato che investire, come Treccani ci ricorda
è, tra i tanti significati, “impiegare utilmente risparmi”,
e per la psicoanalisi è “caricare qualcosa o qualcuno di una componente affettiva”, l’uso di questo termine nel frangente sopra esposto
mi ha sempre destato qualche perplessità.

Quel che mi suscitava e ancora oggi mi suscita
è una sensazione di deposito fruttifero in banca,
o.. l’acquisto di un biglietto della lotteria,
con tanto di attesa vincita moltiplicata!

Ora mi chiedo: non è forse nostro compito,
per noi stessi, per il partner, i figli, o i dipendenti della propria azienda,
creare semplicemente e umilmente
il terreno favorevole
affinché i loro talenti possano emergere e fruttificare?
E che questo accada secondo le loro predisposizioni,
modi, tempi, frangenti, contesti,
e non secondo le nostre attese e previsioni?

Ai posteri l’ardua sentenza …

Anna Fata

#ilcoachingolistico

(fonte immagine: http://www.salutepsicosomatica.it/come-germogli-lo-schiudersi-dell%E2%80%99adolescenza/)

Essere se stessi


essere se stessi

Sapete cosa vi dico, cari Amici, stasera?
Vi dico che in quasi vent’anni di pratica come psicologa
abbiamo tutti le stesse paure, bisogni, desideri.
Tutti vogliamo essere ascoltati, accolti, accettati, amati.
Tutti temiamo di essere rifiutati, abbandonati, giudicati, feriti.
Questo è ciò che rende così complicate le relazioni,
soprattutto quelle affettive,
in cui ci sarebbe l’opportunità di aprirsi e svelarsi per ciò che si è.
Spesso non lo facciamo, fuggiamo,
ci nascondiamo dietro maschere, finzioni, rappresentazioni,
che alla lunga fatichiamo a sostenere.
E ci sentiamo stanchi, annoiati, frustrati, arrabbiati,
ce la prendiamo col partner, che non ci capisce, non ci ascolta, non, non…

E, invece, la soluzione sarebbe semplicissima,
perché sempre a portata di mano.
perché alberga dentro di noi.
E’ la capacità di accettarci per quello che siamo,
senza paragonarsi a chissà quali standard
di bellezza, di costume, di cultura, o di reddito.
E’ la capacità di apprezzare e rispettare il Dono di noi
che ci è arrivato, del tutto non richiesto, nè meritato.

E’ la capacità di fare tesoro di questo,
di riconoscerlo, di metterlo a disposizione del Mondo,
ivi compreso, se capita, anche ad un Partner.

Tutti abbiamo le nostre ferite,
in parte ci siamo nati, in parte sono frutto del percorso di vita,
dell’educazione, familiare, scolastica, sociale,
ma quelle stesse ferite sono quelle che, se riconosciute, accettate, superate,
ci permettono di scoprire quel grande Dono unico e irripetibile
che ciascuno di noi E’.

Anna Fata