Nel mondo, con coscienza …


candela

A coloro che pensano che il mondo sia ‘ingiusto’,
che si malefico, che non valga la pena impegnarsi,
perché tanto non porta a nulla,
perché tanti ‘gli altri’ fanno il comodo loro,
perché tanto vincono sempre i più forti, i più furbi,
perché tanto non si verrà mai riconosciuti, ricambiati,
ringraziati, apprezzati,
nella mia piccola esperienza vi dico:

Quel che nel mondo si compie,
a prescindere dall’etichetta giusto-ingiusto, buono-cattivo,
ma semplicemente guidati dalla sensibilità della coscienza
che ciascuno di noi detiene,
non è mai in funzione di ‘altro’ o ‘altri’,
ma semplicemente perché *sentiamo* che così deve essere.
Compierlo significa essere in pace con la nostra coscienza.

Per riassumere con una citazione eloquente:

” Qualcuno dice: «A cosa serve sforzarsi di essere onesto, buono e generoso, dal momento che ovunque, nella società come nella natura, regna la legge della giungla? Perché dovrei fare eccezione?». Quante volte si sente questo ragionamento! Ma coloro che parlano così tengono conto solo di ciò che vedono sulla terra, e che rappresenta solo una parte della verità. Se gettassero uno sguardo verso il cielo, vedrebbero che c’è anche il sole, e il sole è l’altra metà della verità. Allora, se tutto ciò che vedete sulla terra vi scoraggia e vi rattrista, pensate al sole, accettate le sue leggi, imitatelo e ritroverete il coraggio e la gioia.”. (Omraam Mikhaël Aïvanhov)

Anna Fata

#ilcoachingolistico

(fonte immagine: http://www.ideegreen.it/come-preparare-una-candela-profumata-11652.html)

Essere se stessi


essere se stessi

Sapete cosa vi dico, cari Amici, stasera?
Vi dico che in quasi vent’anni di pratica come psicologa
abbiamo tutti le stesse paure, bisogni, desideri.
Tutti vogliamo essere ascoltati, accolti, accettati, amati.
Tutti temiamo di essere rifiutati, abbandonati, giudicati, feriti.
Questo è ciò che rende così complicate le relazioni,
soprattutto quelle affettive,
in cui ci sarebbe l’opportunità di aprirsi e svelarsi per ciò che si è.
Spesso non lo facciamo, fuggiamo,
ci nascondiamo dietro maschere, finzioni, rappresentazioni,
che alla lunga fatichiamo a sostenere.
E ci sentiamo stanchi, annoiati, frustrati, arrabbiati,
ce la prendiamo col partner, che non ci capisce, non ci ascolta, non, non…

E, invece, la soluzione sarebbe semplicissima,
perché sempre a portata di mano.
perché alberga dentro di noi.
E’ la capacità di accettarci per quello che siamo,
senza paragonarsi a chissà quali standard
di bellezza, di costume, di cultura, o di reddito.
E’ la capacità di apprezzare e rispettare il Dono di noi
che ci è arrivato, del tutto non richiesto, nè meritato.

E’ la capacità di fare tesoro di questo,
di riconoscerlo, di metterlo a disposizione del Mondo,
ivi compreso, se capita, anche ad un Partner.

Tutti abbiamo le nostre ferite,
in parte ci siamo nati, in parte sono frutto del percorso di vita,
dell’educazione, familiare, scolastica, sociale,
ma quelle stesse ferite sono quelle che, se riconosciute, accettate, superate,
ci permettono di scoprire quel grande Dono unico e irripetibile
che ciascuno di noi E’.

Anna Fata

11/9/2001: Vivere a servizio del mondo


humildade

Ha ragione Maurizio Socci nel sottolineare che la mente
in fase di sollecitazione estrema ricorda ogni dettaglio, anche a distanza di anni.
L’11 settembre 2001
ero ferma in autostrada, di mio serena, dopo un incontro con il bravissimo
dottor Marco Venanzi.
Eppure avvertivo qualcosa di strano nell’aria.
D’istinto accendo la radio, anche se da sempre amo il silenzio.
E lì, la notizia.
Paralizzante.
Pietrificante.
L’insicurezza.
La vicinanza anche con persone estranee.
Ciascuna nelle sua auto corazzata di metallo.
Distanza e vicinanza s’intrecciavano e si fondevano.
Respiro.
L’aria entra ed esce ancora.
Ci sono.
L’impulso di correre a casa dai miei cari.
E rivederli e riabbracciarli.
Ma intanto abbracciare con cuore
quei perfetti estranei,
anche loro paralizzati nel cuore
e nel traffico in quel momento.

Ogni giorno dovremmo poterci tornare a chiedere:
“In cosa posso mettermi a servire il mondo?”.
Se siamo ancora qui,
un motivo esiste ..

essere nel e per il mondo ..


SERENI~1

Se devolvessimo anche solo una parte
del tempo e delle energie che impieghiamo
in paure, preoccupazioni, liti, guerre, giudizi e inezie varie,
in fini costruttivi, positivi, altruistici,
quanto sarebbe migliore il mondo!
Basta poco, ed è alla portata di tutti ..

Uno spirito.. concreto!


Ci riempiamo la vita e la bocca di faccende spirituali.
E trascuriamo di notare e sostenere quel che, a suo modo, è il disagio psicospirituale del nostro vicino di casa.
E’ ora, oggi più che mai, di portare nelle strade, nel concreto, nella nostra piccola quotidianità le faccende dello spirito ….

fare, nel silenzio ..


Ogni giorno,
compi almeno un’azione
di utilità e beneficio del tuo prossimo
e/della collettività in cui vivi.
Fallo nel silenzio,
interiore e mediatico.
Non farne parola con alcuno.
Sii spontaneo.
Scegli qualcosa che sia molto semplice, umile,
meglio ancora se comporta una forte componente fisica.
Fallo e basta.
Non in nome di qualche ideale
(la generosità, la condivisione, un mondo migliore, ecc., ecc.):
si tratta di ennesimi prodotti della mente e dell’ego.
E poi osserva se e cosa accade dentro di te ..