Visioni soggettive ..


felicità

C’è una metafora che mi ha colpita molto, che rende molto bene l’idea.
Tra un ottimista e un pessimista
c’è la medesima quantità oggettiva d’acqua nel bicchiere.
Per poter cambiare la visione delle cose si può compiere
un’azione semplicissima: cambiare il bicchiere,
sceglierne uno più piccolo ove collocare l’acqua.
Tradotto: ridurre le aspettative.
C’è uno spazio infinito per essere felici.
Se lo si vuole, se si ha il coraggio di cambiare visione,
se ci si concede questa piccola, grande possibilità ..

Anna Fata

Il coraggio dell’affetto ..


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..tutti abbiamo bisogno di una carezza, ogni tanto,
ma non tutti hanno il coraggio di correre il rischio d’accettarla …

Anna Fata

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Il valore dell’esperienza ..


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..da tempo rifletto sul fatto
che ciascuno di noi, nel corso del suo cammino esistenziale,
vive molteplici esperienze.

Al di là del bene e del male,
alcune suscitano in noi
pensieri ed emozioni positive, gratificanti,
altre un po’ meno.

Altre, addirittura,
segnano in noi delle ferite profonde.

Ci si può lavorare sopra,
per giorni,
mesi,
anni,
ma le cicatrici restano.

E ad ogni cambio di stagione,
come ogni malanno cronico,
fanno sentire la loro esistenza.

Non sanguinano più,
ma ci ricordiamo di una parte sensibile.

Non sono sicura di avere trovato
una soluzione magica
per evitare in assoluto
di tornare ai vecchi schemi,
pensieri, emozioni, talvolta anche sofferenze.

Quello che ho notato
e che desidero mettere a disposizione è quanto segue:

* continuare a tornare al momento presente è fondamentale:ogni situazione è a sè, diversa da qualsiasi altra, passata e, se capita, futura. E come tale va vissuta.

* con l’avanzare dell’età anagrafica (ma la meditazione in questo aiuta..), la memoria comincia a decadere, e non è un male come si crede. Aiuta a stare nel presente. Ciò che è importante per noi resta, e soprattutto resta il valore dell’apprendimento connesso all’esperienza vissuta. E non è poco.

* si accentua, consapevolmente o meno, la fiducia (o fede, che dir si voglia): resta implicita, per giorni, mesi anni, poi, gradualmente affiora in modo più consapevole. In fondo, a ben pensarci: che cosa ci fa alzare al mattino, programmare la nostra vita, nell’immediato e nel futuro, se non avessimo anche solo un briciolo di speranza che ci che ambiamo e per cui ci impegnano si realizzerà ..?

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(fonte immagine: https://seizampeunacoda.wordpress.com/)

La responsabilità del segreto ..


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Mantenere un segreto,
una confidenza,
una rilevazione
che ci sono state svelate
da un’altra persona,
è un atto di grande forza,
responsabilità,
coraggio,
stabilità interiore.

Comporta la capacità
di stare da soli con se stessi,
i pensieri, le emozioni,
i giudizi, le supposizioni,
che sorgono
al cospetto della verità interiore
che l’altro ci ha rivelato.

E soprattutto implica
una totale assenza
di giudizio
verso sè, il suo mondo,
verso noi, e il nostro mondo.

Forse è per questo
che oggi va tanto di moda
il pettegolezzo,
in tutte le sue forme,
nei più svariati contesti.

Trovare una persona
a cui potersi affidare,
aprire, svelare,
è un Dono prezioso.

Ho la sensazione
che questo possa veramente accadere …
quando non ne abbiamo più bisogno!

Quando, cioé,
siamo talmente forti e stabili
che ci è sufficiente
essere consapevoli di noi
e stare con serenità al nostro cospetto
come i migliori amici
che possiamo avere ..
‪#‎ilcoachingolistico‬

(fonte immagine: http://www.fabiotroglia.com/bce-quale-il-suo-piano-segreto-5803)

La ricchezza del silenzio ..


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I periodi
di silenzio,
svuotamento,
presa di distanza,
sono molto utili.
Aiutano a vedere
le cose
più chiaramente,
a comprendere
cosa e chi
è bene tenere accanto,
e ciò che è meglio
lasciare andare.
E mentre ti accingi
a questa poderosa
opera di depurazione
interna ed esterna,
ti accorgi
che la ricchezza interiore,
la forza,
la determinazione,
la serenità
che stai acquisendo
non ha prezzo.
Consiglio a tutti,
almeno una volta nella vita,
il coraggio
di un atto del genere ..
c’è da sorprendersi
dei risultati ..
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(fonte immagine: http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/23642849)

Tagliare rami secchi, prepararsi alla rinascita!


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Ci sono momenti nelle stagioni della Vita in cui tagliare i rami secchi.
Ci vuole coraggio, tanto coraggio,
specie per alcuni di noi.
Il timore di fare e di farsi male.
Il timore di abbandonare un porto sicuro e di avventurarsi nel mare aperto e ignoto.
Il timore che il tronco dell’albero non sarà più popolato di gemme, foglie, fiori, frutti.
Il timore …di essere profondamente liberi di fiorire e fruttificare
per quella che è la nostra Essenza più autentica e profonda,
e di costruire giorno per giorno la felicità, la soddisfazione, l’auto realizzazione che meritiamo, per noi, e come umile strumento di servizio per il mondo.

Quale migliore stagione della fine dell’inverno
per tagliare i rami secchi.

Se ci ascoltiamo nel profondo,
dentro di noi sappiamo bene cosa, come, quando, dove tagliare.

Allora offriamoci questa possibilità,
spicchiamo il volo.
Potremmo sorprenderci di quando i nuovi rami possano arrivare
a volare alto …

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(fonte immagine: http://www.lephio.org/page/2)