Sul tempo ..


clessidra

Abbiamo stabilito il tempo cronologico,
una convenzione, un punto riferimento, una consuetudine.
lo abbiamo amato, odiato, accolto, combattuto.
Lo abbiamo rincorso, allontanato,
abbiamo cercato di allungarlo, accorciarlo, fermarlo,
portarlo avanti, oppure indietro.

Eppure il tempo cronologico,
se correttamente vissuto,
ha un senso e un valore.

E’ lo spazio per apprendere,
comprendere,
sorprendere,
perseverare,
pazientare.

E’ ciò che conferisce un valore
e un peso
al nostro esserci
e al nostro fare.

E’ ciò che consente
di stabilire delle priorità,
oppure che impone delle urgenze.

E quando proprio non riusciamo a venire a patti col tempo,
ecco che interviene la dimensione del non-tempo,
del dove c’è ‘tutto il tempo’.

E’ lo spazio dell’Istante,
dell’apparente immobilismo,
dell’Eternità,
dell’E’ già tutto qui.

E, sorprendentemente,
quando ci si scopre
a viverlo consapevolmente una volta,
ci si rende conto
che può albergare in ogni istante
del tempo cronologico.

Ed è una vera liberazione ….

‪#‎ilcoachingolistico‬

(fonte immagine: http://www.santuarionsmontallegro.com/easyNews/NewsLeggi.asp?IDnews=383)

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Sulla comprensione reciproca ..


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Si parla tanto e di frequente
di empatia, accoglienza, accettazione, ascolto,
al fine di comprendere l’altro.

La comprensione, però,
che scaturisce sulla propria pelle
dall’esperienza diretta delle situazioni
è l’unica veramente in grado
di lasciare un segno indelebile
sulla nostra anima,
che ci permette di diventare sempre più umani,
e di creare reale vicinanza con l’altro ..

Per quanto, a volte, possa essere doloroso,
è attraverso il dolore
che si può imparare a vivere la gioia,
e andare al di là d’essa,
e approdare a Qualcosa di più vasto,
che tutto e tutti accomuna e ci unisce ..

‪#‎ilcoachingolistico‬

(fonte immagine: http://www.alfemminile.com/test/test-amicizia-tra-donne-d23282c294726.html)

Oltre il vittimismo, la comprensione.


cuoreappeso

Troppo spesso ci vittimizziamo.
Arriviamo, al limite, a chiederci: “Perché proprio a me?”.
Togliamo il punto di domanda al dubbio e subito la prospettiva cambia.
“Perché proprio a me”.
E se ancora non basta, aggiungiamo: “Perché a qualcun altro?”.
E in questo secondo caso, se siamo in pace con noi stessi, sorge un amabile sorriso ..