Il cambiamento: illusione o realtà?


caramelle

Quando ero piccola, nella mansarda dell’allora casa di Monza
c’era un bel caminetto,
e sopra, tra i tanti soprammobili, un imponente e capiente vaso di cristallo.
Se il suo valore economico fosse stato pari al suo peso,
di certo era assai prezioso.
Per me, tuttavia, la preziosità era costituita dalle caramelle che conteneva.
Periodicamente cambiavano, di pari passo col consumo.
Bon bon ripieni alla frutta, al caffè, al miele, alla crema,
toffee alla frutta, al latte, alla liquirizia,
gommose alla liquirizia, alla coca cola, alla frutta,
fondenti alla frutta, alla menta,
gelèe alla frutta,
croccantini di nocciola ricoperti di cioccolato fondente…
l’elenco potrebbe continuare a oltranza.

Oggi quella casa non appartiene più ai miei genitori,
il camino è stato abbattuto,
il vaso si è perso nel trasloco.

Quando, però, vado al supermercato
ritrovare alcune di quelle caramelle in bella vista in vendita
mi scalda il cuore.

E’ bello, a volte,
coccolarsi nella pseudoillusione
che, tutto sommato,
qualcosa nella vita
sembra sopravvivere
anche ai più grandi cambiamenti …

Anna Fata

‪#‎dalprofondodelcuore‬

(fonte immagini: http://www.caramellina.it/)

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Sul cambiamento ..


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Il cambiamento ci affascina e ci spaventa,
è inevitabile, essenziale, connaturato.
Possiamo decidere:
cavalcarlo o combatterlo.
A noi la scelta …

‪#‎ilcoachingolistico‬

(fonte immagine: http://www.nonchiamateciattori.it/i-principi-del-cambiamento/)

Il valore dell’esperienza ..


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..da tempo rifletto sul fatto
che ciascuno di noi, nel corso del suo cammino esistenziale,
vive molteplici esperienze.

Al di là del bene e del male,
alcune suscitano in noi
pensieri ed emozioni positive, gratificanti,
altre un po’ meno.

Altre, addirittura,
segnano in noi delle ferite profonde.

Ci si può lavorare sopra,
per giorni,
mesi,
anni,
ma le cicatrici restano.

E ad ogni cambio di stagione,
come ogni malanno cronico,
fanno sentire la loro esistenza.

Non sanguinano più,
ma ci ricordiamo di una parte sensibile.

Non sono sicura di avere trovato
una soluzione magica
per evitare in assoluto
di tornare ai vecchi schemi,
pensieri, emozioni, talvolta anche sofferenze.

Quello che ho notato
e che desidero mettere a disposizione è quanto segue:

* continuare a tornare al momento presente è fondamentale:ogni situazione è a sè, diversa da qualsiasi altra, passata e, se capita, futura. E come tale va vissuta.

* con l’avanzare dell’età anagrafica (ma la meditazione in questo aiuta..), la memoria comincia a decadere, e non è un male come si crede. Aiuta a stare nel presente. Ciò che è importante per noi resta, e soprattutto resta il valore dell’apprendimento connesso all’esperienza vissuta. E non è poco.

* si accentua, consapevolmente o meno, la fiducia (o fede, che dir si voglia): resta implicita, per giorni, mesi anni, poi, gradualmente affiora in modo più consapevole. In fondo, a ben pensarci: che cosa ci fa alzare al mattino, programmare la nostra vita, nell’immediato e nel futuro, se non avessimo anche solo un briciolo di speranza che ci che ambiamo e per cui ci impegnano si realizzerà ..?

‪#‎ilcoachingolistico‬

(fonte immagine: https://seizampeunacoda.wordpress.com/)

Sulla percezione del tempo ..


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Quando ero piccola, mi chiedevo come mai le persone ‘molto grandi’ trascorrevano tanto tempo senza fare pressoché nulla: le vedevo sedute ai tavoli dei bar, parlottare tra loro, giocare a carte, fissare il vuoto, bearsi al sole, osservare gli operai dei cantieri, fissare una televisione accesa o un giornale aperto, con la mente, in realtà, chissà dove.

Come accade per ogni bambino, il mondo è costantemente una novità: ogni cosa attrae, eccita, coinvolge, entusiasma, ci si annoi in fretta e si deve passare da un’attività all’altra, con una frenesia senza pari.
Ho sempre avuto la fortuna di potere conoscere e frequentare, tra le altre, anche persone molto più ‘grandi’ di me, e mi sono resa conto, potendola toccare con mano, che la percezione del tempo cambia notevolmente.

Oggi, grazie anche a loro, comprendo che quanto più l’età anagrafica avanza, tanto più qualcosa, consapevole o meno che sia, segnala che il tempo a disposizione s’accorcia. Allora scattano tutti i meccanismi possibili per ‘allungare’ questo tempo: si rallenta nelle attività – e non solo e non tanto per lentezza dei riflessi, stanchezza fisica, o altro – si prendono meno impegni o, al limite, nessuno, semplicemente, si imparare a stare. A Essere, a Esserci.

E’ qualcosa che accade, quasi inevitabilmente, quasi inconsapevolmente, quasi inconsciamente.
Quello che per noi è noia, perdita di tempo, per le persone ‘grandi’, ad un certo punto, semplicemente, è Vivere.

E chissà che, forse, non abbiamo da imparare qualcosa in tal senso ..

‪#‎ilcoachingolistico‬

(fonte immagine: http://archivio.panorama.it/…/Anziani-l-Italia-e-il-paese-p…)

La responsabilità del segreto ..


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Mantenere un segreto,
una confidenza,
una rilevazione
che ci sono state svelate
da un’altra persona,
è un atto di grande forza,
responsabilità,
coraggio,
stabilità interiore.

Comporta la capacità
di stare da soli con se stessi,
i pensieri, le emozioni,
i giudizi, le supposizioni,
che sorgono
al cospetto della verità interiore
che l’altro ci ha rivelato.

E soprattutto implica
una totale assenza
di giudizio
verso sè, il suo mondo,
verso noi, e il nostro mondo.

Forse è per questo
che oggi va tanto di moda
il pettegolezzo,
in tutte le sue forme,
nei più svariati contesti.

Trovare una persona
a cui potersi affidare,
aprire, svelare,
è un Dono prezioso.

Ho la sensazione
che questo possa veramente accadere …
quando non ne abbiamo più bisogno!

Quando, cioé,
siamo talmente forti e stabili
che ci è sufficiente
essere consapevoli di noi
e stare con serenità al nostro cospetto
come i migliori amici
che possiamo avere ..
‪#‎ilcoachingolistico‬

(fonte immagine: http://www.fabiotroglia.com/bce-quale-il-suo-piano-segreto-5803)

Tagliare rami secchi, prepararsi alla rinascita!


piede

Ci sono momenti nelle stagioni della Vita in cui tagliare i rami secchi.
Ci vuole coraggio, tanto coraggio,
specie per alcuni di noi.
Il timore di fare e di farsi male.
Il timore di abbandonare un porto sicuro e di avventurarsi nel mare aperto e ignoto.
Il timore che il tronco dell’albero non sarà più popolato di gemme, foglie, fiori, frutti.
Il timore …di essere profondamente liberi di fiorire e fruttificare
per quella che è la nostra Essenza più autentica e profonda,
e di costruire giorno per giorno la felicità, la soddisfazione, l’auto realizzazione che meritiamo, per noi, e come umile strumento di servizio per il mondo.

Quale migliore stagione della fine dell’inverno
per tagliare i rami secchi.

Se ci ascoltiamo nel profondo,
dentro di noi sappiamo bene cosa, come, quando, dove tagliare.

Allora offriamoci questa possibilità,
spicchiamo il volo.
Potremmo sorprenderci di quando i nuovi rami possano arrivare
a volare alto …

‪#‎ilcoachingolisitco‬
(fonte immagine: http://www.lephio.org/page/2)