Sulla percezione del tempo ..


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Quando ero piccola, mi chiedevo come mai le persone ‘molto grandi’ trascorrevano tanto tempo senza fare pressoché nulla: le vedevo sedute ai tavoli dei bar, parlottare tra loro, giocare a carte, fissare il vuoto, bearsi al sole, osservare gli operai dei cantieri, fissare una televisione accesa o un giornale aperto, con la mente, in realtà, chissà dove.

Come accade per ogni bambino, il mondo è costantemente una novità: ogni cosa attrae, eccita, coinvolge, entusiasma, ci si annoi in fretta e si deve passare da un’attività all’altra, con una frenesia senza pari.
Ho sempre avuto la fortuna di potere conoscere e frequentare, tra le altre, anche persone molto più ‘grandi’ di me, e mi sono resa conto, potendola toccare con mano, che la percezione del tempo cambia notevolmente.

Oggi, grazie anche a loro, comprendo che quanto più l’età anagrafica avanza, tanto più qualcosa, consapevole o meno che sia, segnala che il tempo a disposizione s’accorcia. Allora scattano tutti i meccanismi possibili per ‘allungare’ questo tempo: si rallenta nelle attività – e non solo e non tanto per lentezza dei riflessi, stanchezza fisica, o altro – si prendono meno impegni o, al limite, nessuno, semplicemente, si imparare a stare. A Essere, a Esserci.

E’ qualcosa che accade, quasi inevitabilmente, quasi inconsapevolmente, quasi inconsciamente.
Quello che per noi è noia, perdita di tempo, per le persone ‘grandi’, ad un certo punto, semplicemente, è Vivere.

E chissà che, forse, non abbiamo da imparare qualcosa in tal senso ..

‪#‎ilcoachingolistico‬

(fonte immagine: http://archivio.panorama.it/…/Anziani-l-Italia-e-il-paese-p…)

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Alla riscoperta dei vecchi, sani valori ..


sa-vinnenna
Osservando con lucidità la mia esistenza,
passata e presente,
riconosco di avere avuto tante occasioni e persone da cui,
al di là del bene e del male,
ho potuto imparare.
Ad esempio, gli uomini che hanno lasciato traccia nella mia famiglia
sono sempre stati esempio concreto
di integrità morale, di affidabilità, di presenza concreta.
Per loro tenere fede alla parola data è sempre stato un imperativo interiore,
far parlare i fatti rispetto alle chiacchiere era norma e regola,
i valori erano qualcosa di intrinseco, connaturato, non una bandiera da sventolare
dietro alla quale c’era solo aria.
Non erano persone particolarmente affettive,
non dimostravano più di tanto i sentimenti,
ma si sentiva che tutto ciò che erano e facevano
era dettato dal cuore e dalla sostanza interiore.
Avevano vissuto la Guerra o la sua immediata fine.
Momento senza dubbio che fa piazza pulita non solo di oggetti,
ma anche e soprattutto del ‘superfluo’ interiore, o meglio, presunto tale.
Non mi auguro che oggi si debba arrivare a questo modo cruento per tornare
ai valori fondamentali di vita, alla fiducia, al rispetto della parola data,
all’esserci per il gusto di esserci,
ma auspico che in ogni caso, magari con modalità più ‘soft’,
si possa riscoprire questo modo autentico
di essere, di esserci, di comportarci.
Ne abbiamo disperatamente bisogno.
Noi,
e i giovani che costantemente ci osservano …

Eppur si muove ..


Per anni ho passeggiato sul lungomare,
assistendo all’inesorabile svuotamento e caduta di una Casa di Riposo.
Mi piangeva il cuore.
Forse ingenuamente, sognavo di vincere al Superenalotto e di fare una donazione anonima per la sua ristrutturazione.
C’è così tanto bisogno di posti per anziani..
Dopo anni, la Vita, a suo modo, mi ha esaudita.
Ho visto che il Coss Marchela sta facendo ristrutturare!
Della serie: qualcosa si muove, c’è lavoro, c’è fermento, un mondo nuovo sta sorgendo.
Solo che per i mass media non fa’ notizia.
E allora facciamolo risuonare noi questo nuovo mondo!