Sulla percezione del tempo ..


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Quando ero piccola, mi chiedevo come mai le persone ‘molto grandi’ trascorrevano tanto tempo senza fare pressoché nulla: le vedevo sedute ai tavoli dei bar, parlottare tra loro, giocare a carte, fissare il vuoto, bearsi al sole, osservare gli operai dei cantieri, fissare una televisione accesa o un giornale aperto, con la mente, in realtà, chissà dove.

Come accade per ogni bambino, il mondo è costantemente una novità: ogni cosa attrae, eccita, coinvolge, entusiasma, ci si annoi in fretta e si deve passare da un’attività all’altra, con una frenesia senza pari.
Ho sempre avuto la fortuna di potere conoscere e frequentare, tra le altre, anche persone molto più ‘grandi’ di me, e mi sono resa conto, potendola toccare con mano, che la percezione del tempo cambia notevolmente.

Oggi, grazie anche a loro, comprendo che quanto più l’età anagrafica avanza, tanto più qualcosa, consapevole o meno che sia, segnala che il tempo a disposizione s’accorcia. Allora scattano tutti i meccanismi possibili per ‘allungare’ questo tempo: si rallenta nelle attività – e non solo e non tanto per lentezza dei riflessi, stanchezza fisica, o altro – si prendono meno impegni o, al limite, nessuno, semplicemente, si imparare a stare. A Essere, a Esserci.

E’ qualcosa che accade, quasi inevitabilmente, quasi inconsapevolmente, quasi inconsciamente.
Quello che per noi è noia, perdita di tempo, per le persone ‘grandi’, ad un certo punto, semplicemente, è Vivere.

E chissà che, forse, non abbiamo da imparare qualcosa in tal senso ..

‪#‎ilcoachingolistico‬

(fonte immagine: http://archivio.panorama.it/…/Anziani-l-Italia-e-il-paese-p…)

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