Essere nel mondo


Essere nel mondo

Essere nel mondo significa avere il coraggio di uscire dal proprio guscio, porre la testa fuori e affrontare quel che c’è, senza lamentarsi, senza protestare, magari trovandosi poi anche a sorridere delle proprie paure, che spesso restano un retaggio sbiadito nella propria mente.

Essere nel mondo significa esporsi, manifestarsi per quel che si è, con una determinata conformazione fisica, un retaggio socioculturale, una posizione professionale, dei vissuti emotivi, intellettivi, spirituali. Sapendo e sentendo che essi rappresentano solo un flebile barlume di una natura profonda ben più sostanziale e sconfinata.

Essere nel mondo significa sentirsi parte di un tutto, sviluppare una responsabilità tale per cui anche il proprio gettare una lampadina esaurita in un sacco della spazzatura non appropriata può fare la differenza. Ma senza sfociare nell’estremo opposto di sentirsi a tutti i costi di fondamentale importanza su questa terra. Contrariamente a quanto una vecchia pubblicità affermava: “Il mondo (non) gira intorno a te”.

Essere nel mondo significa sporcarsi le mani, macchiarsi la veste e le scarpe, sapendo che c’è un momento per insudiciarsi ed uno per lavarsi e custodirsi, e che entrambi sono indispensabili per l’altalena della vita.

Essere nel mondo implica il rischio di cadere vittime dei propri film mentali, o, al contrario, di vederli sistematicamente disconfermati e smentiti. Costruiti con un lavorio incessante di minuti, ore, giorni, anni, e svaniti in un istante, lasciando solo una piccola macchia, come accade quando s’infrange una bolla di sapone.

Essere nel mondo significa essere incarnati, sentire di avere dei bisogni materiali e agire per soddisfarli, senza pudori, ritegni, sensi di colpa, né ascetismi posticci. Semplicemente si tratta di avvalersi di quel che c’è, cose, persone, situazioni, ringraziare, e lasciare andare, al di là di qualsivoglia attaccamento.

Essere nel mondo comporta l’esporsi, di sé, del proprio credo, del proprio fare, anche a rischio di non trovare corrispondenze esterne o quel che la mente etichetta come condivisione, accettazione, accoglienza.

Essere nel mondo significa, semplicemente lasciarsi fiorire nella propria natura più profonda e autentica, lasciando che le cose seguano il proprio corso, abbassando le difese, le resistenze, restando disponibili a una accettazione incondizionata di qual che c’è, dentro e fuori se stessi.

Essere nel mondo è fare del proprio meglio, che non è un attivismo, frutto di una spasmodica ansia interiore dettata dalla paura, ma un mettere completamente a disposizione se stessi, le proprie risorse, compresi i propri limiti.

Un fiore non si pone il problema di fiorire: fiorisce e basta. E questo è sufficiente. Il sole non si sente in dubbio di sorgere, scaldare, tramontare. Lo fa’ e basta. Dovremmo aprirci ad una maggiore disponibilità ad apprendere le lezioni che la natura ci offre. Nella semplicità troviamo tutte le risposte ..

Anna Fata
Psicologa Olistica e Scrittrice
http://www.armoniabenessere.it

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